4/14/2018

It's time to ... interview! #2 - Samila Yumi Marchetti

Hi readers! Come state? Quest'oggi vi portiamo un'intervista fatta a un'autrice emergente con la quale abbiamo avuto il piacere di collaborare un po' di tempo fà. La ragazza in questione è Samila Yumi Marchetti (un applauso!).
Allora booklovers, il libro che ci ha fatto conoscere questa scrittrice è stato Silverlight . Fortunatamente non è il suo unico lavoro, poichè ne conosciamo altri due che non vediamo l'ora di leggere: "Solo un trucco" e "Racconti della volta celeste" . Seguendola su Instagram, abbiamo scoperto che sta lavorando ad un nuovo titolo che.. anch'esso, non vedremo l'ora di leggere! AHAHAH



Prima di inziare, vi lasciamo qui sotto i suoi lavori con la Trama. Per chi fosse interessato basterà cliccare sulla foto e verrà reindirizzato su amazon :D


SILVERLIGHT

TRAMA: Quando il proprio mondo crolla a pezzi si vorrebbe soltanto scomparire. Lo sa bene Vic, diciassette anni e una vita completamente in frantumi: i suoi genitori si sono appena tolti la vita, sopraffatti dai debiti e dalla depressione, e adesso guardare avanti sembra davvero troppo doloroso. Affidata dal giudice allo zio materno, Vic è costretta a trasferirsi a Firenze e a ricominciare la sua vita lì, insieme a volti estranei e nuove abitudini. Nessuno, in quella realtà così diversa, sembra comprenderla. Nessuno tranne Roman, certo, il suo nuovo compagno di banco: oltre a essere per metà russo, proprio come lei, condivide molte delle sue passioni e sembra capire perfettamente quello che prova, al punto da spingerla ad aprirsi come mai aveva fatto con nessun altro. Ma Roman non è il salvagente a cui Vic sperava di aggrapparsi per risalire in superficie: lui è il miraggio che ti porta alla deriva in un oceano di menzogne, è il turbine che ti risucchia per poi non lasciarti più andare, è l'ancora che ti trascina giù, fino alle profondità più remote dell'abisso. E, oltretutto, Roman nasconde un terribile segreto. In questo vortice di luce e buio, verità e menzogna, speranza e apatia, Vic riuscirà a tenersi aggrappata a quell'unico barlume di vita che le resta? Oppure finirà inghiottita da quell'abisso che, ogni giorno, la chiama sussurrando il suo nome?




SOLO UN TRUCCO

TRAMA: "Ciò che non ti uccide ti fortifica, così dice sempre mia madre. Io dico che quel che non mi ha ucciso farebbe meglio a mettersi a correre, perché il perdono non rientra più nei miei piani. E in un modo o nell'altro, io avrò la mia vendetta." Camilla ha diciotto anni e vive sull'isola di Merignano, un angolo paradisiaco situato a poche decine di chilometri dalle coste della Liguria. Frequenta il quarto anno del liceo linguistico e, sebbene nutra il grande desiderio di diventare un'interprete, sa bene che una volta terminate le superiori finirà a lavorare nella merceria di famiglia, proprio come sua madre e sua nonna prima di lei. Per Camilla dover rinunciare ai suoi sogni non è un gran problema: farebbe qualsiasi cosa per rendere felici le persone a cui vuole bene, anche mettere se stessa in secondo piano. L'arrivo di Salem sull'isola, tuttavia, dà una svolta inaspettata alla sua vita: lui è un illusionista di fama mondiale, impegnato nel suo primissimo tour europeo, e per una serie di eventi i due si trovano a conoscersi più di quanto Camilla vorrebbe. Nonostante l'apparente cortesia con cui si presenta, infatti, in Salem c'è qualcosa di davvero strano; qualcosa che va ben oltre i trucchi impossibili che porta in scena, o la sua perfetta conoscenza della lingua italiana. Qualcosa di più profondo e inquietante, qualcosa di cui Camilla non tarderà ad accorgersi. A sue spese.


RACCONTI DELLA VOLTA CELESTE.

TRAMA: Cinque racconti con un unico tema in comune: l'Universo e i suoi tanti abitanti. Dal vanitoso Saturno e i suoi anelli, passando per le Stelle Cadenti votate a esaudire i desideri umani, fino alla struggente storia d'amore tra il Sole e la Luna.














Bene, finito con i suoi lavori, ci concentriamo sull'intervista della nostra cara Samila, INIZIAMO!!

Quali sono le tue origini?


So che i miei nomi potrebbero suggerire altrimenti, ma la verità è che sono italiana al cento percento! Nelle mie vene scorre sangue alpino, ma più a nord di così non vado :’D


Cosa significa per te la scrittura? Ti senti più una scrittrice o una lettrice? Parlaci un po’ di te.
Questa è una domanda molto più difficile di quanto sembri: il mio amore per la scrittura è nato contemporaneamente a quello per la lettura, perciò ho sempre visto queste mie due passioni come le due metà di un tutto che non può essere scisso in alcun modo. Per me scrivere significa evadere da una realtà che a volte mi sembra troppo spaventosa per essere affrontata, un modo per intrappolare su carta tutti i miei pensieri, per esorcizzare le mie paure.

Quando  
e come è nata la tua passione per la scrittura?

Questa è facile! Avevo cinque anni e mia madre mi aveva appena insegnato a scrivere, prima ancora che iniziassi la prima elementare, e per esercitarmi con la penna – facevo una fatica tremenda a tenerla in mano – riempivo quaderni e quaderni con pensierini, filastrocche e storielle senza capo né coda. Da quel momento non mi sono più fermata!

A cosa ti sei ispirata per scrivere la storia di Silverlight? È una storia inventata o ha preso idee da fatti realmente accaduti?

 Dunque… Innanzitutto Silverlight è una storia completamente inventata, sebbene in ciò che scrivo ci sia sempre qualche frammento ispirato alla realtà: abitudini dei personaggi, un luogo particolare… insomma, piccoli dettagli che a volte non mi accorgo nemmeno di inserire! L’idea per Silverlight mi è venuta diverse estati fa: era sera, sul tardi, e parlavo al telefono con la mia migliore amica mentre me ne stavo spaparanzata su una sdraio in terrazzo. Il cielo era limpido e si vedevano le stelle, così in un modo o nell’altro siamo finite a parlare proprio di quest’argomento, e da lì pian piano si è sviluppata tutta la trama. (All’inizio era diversissima dal prodotto finale, vi dico solo che la protagonista doveva chiamarsi Ross, e invece di Firenze si era trasferita a Praga!).

Qual è, per te, il luogo ideale per scrivere?
 

Un luogo ideale per scrivere… sono sincera, non ne ho uno! Quando l’ispirazione colpisce mi basta solo avere una penna e un pezzo di carta, potrei anche trovarmi sulla Luna e non farebbe differenza! Ma una caratteristica fondamentale è che tutto sia in ordine: se c’è qualcosa fuori posto non riesco a concentrarmi in nessun modo. Mi dicono sia il primo passo verso la psicopatia totale, ma io non mi faccio scoraggiare dalle malelingue u.u

Due pregi e due difetti ciascuno per Vic e Roman.

Pregi di Vic… forte e caparbia, direi. E di difetti potrei elencarne a vagonate, ma scelgo arrogante ed egoista. Per quanto riguarda Roman, invece, direi determinato e controllato per i pregi, schivo e freddo per i difetti. 

A quale personaggio della storia ti senti più vicina? E Perché? 

Uhm… direi Flavio, l’amico un po’ sfigato di Vic! Appare solo due volte in tutto il libro, ma è il mio preferito :’D

Quali emozioni e pensieri vorresti che lasciasse questa storia ai lettori?

 Mi piacerebbe che Silverlight trasmettesse un messaggio di forza, determinazione e rinascita: tornare a stare bene è difficile e fa paura, ma è possibile, e tutto ciò che ci serve per riuscirci è dentro di noi.

Zio Roberto ha un ruolo importante per Vic, c’è qualcuno a cui ti sei ispirata?

Oddio, non esattamente, a essere sincera! Ho osservato gli adulti intorno a me per cercare di renderlo credibile, ma non mi sono ispirata a nessuno in particolare per creare il suo personaggio.

Vic, Roman, Roberto, Laura, Greta… sono tutti nomi casuali dati ai tuoi personaggi o c’è una storia dietro?
Vittoria l’ho scelto appositamente per la mia protagonista, perché visto il suo percorso mi sembrava appropriato; gli altri solo perché mi suonavano bene, in barba a tutti quelli che mi dicono sempre che i nomi vanno scelti in base al significato #littlerebel

In quanto tempo sei riuscita a scrivere Silverlight? Hai mai pensato di gettare la spugna mentre scrivevi il tuo romanzo?

Per la sola stesura ci ho messo circa tre-quattro mesi, ma tra editing e riscritture varie, prima di riuscire a pubblicarlo ne sono trascorsi altri sei. 

Se ho mai pensato di gettare la spugna? Oddio, in realtà è un miracolo che questo romanzo abbia visto la luce, se volete la mia. In certi momenti ero così sfiduciata che l’unica soluzione mi sembrava dar fuoco a tutto con una fiamma ossidrica bella grande.

Hai scritto anche “Solo un trucco” a quale dei due romanzi ti senti più legata? Quale consiglieresti maggiormente e perché?

Sicuramente Silverlight, per il carico emotivo più profondo che si porta dietro e il maggiore impiego di tempo che gli ho dedicato. Solo un trucco è un romanzo breve che ho impiegato circa tre settimane a concludere, e anche se mi sono affezionata molto ai personaggi il rapporto che ho con loro è diverso. 


Un saluto per i nostri booklovers?
Un grazie a tutti per aver letto fin qui i miei folli sproloqui, vi mando un grande abbraccio!

Grazie mille per quest’opportunità ai gestori del blog souloftwobooklovers, Aurora e Antonio, che fanno sempre un ottimo lavoro! Grazie ragazzi, è stato un onore per me rispondere a queste domande!



Bene Booklovers! Anche questa Intervista è stata fantastica! Ringraziamo di cuore Yumi per averci dato questa opportunità e per aver dedicato un'oretta del suo tempo!

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