3/24/2018

It's time to ... interview! #1 - Sara Allegrini

Hi booklovers! Questo è un post/articolo (come lo volete chiamare) un po' diverso dal solito.. Come avrete, di sicuro, intuito dal titolo si tratta di un'intervista, la prima del blog!

Ho avuto l'occasione di parlare con l'autrice di "Mina sul davanzale" grazie ad un incontro a scuola. Grazie soprattutto alla mia prof di italiano che ha dovuto portarmi da lei, altrimenti, causa la mia timidezza, non mi sarei mai avvicinata. 🙈

È  davvero gentile e mi fa piacere che, in qualche modo, siamo rimaste in contatto.
Così siamo riusciti ad intervistarla!😍


Prima di iniziare a voi la TRAMA, e se volete sapere il nostro parere QUI la recensione.

«Mia madre è un'adolescente. Ho una sorella... speciale, che è più normale della maggior parte delle persone che conosco. La mia ex migliore amica mi rivolge la parola solo per chiamarmi "Sorella Castità" perché, sì, ho diciotto anni e non ho mai avuto un ragazzo. Diciamo che fino a oggi ho avuto altre cose a cui pensare. E poi la mia scuola non offre molta scelta. Per l'appunto, sarei voluta andare al liceo e invece...»










Partiamo subito con l'intervista, una chiacchierata librosa davvero interessante!


1)Quando e come è nata la tua passione per la scrittura?
Diciamo che sono nata con la penna in mano ;) In realtà ho imparato molto presto a leggere e da allora ho letto moltissimo. Il che mi ha aiutato tanto, poi, nello scrivere. (Anche se la mia prof del Liceo diceva che non ne ero capace :ç…)


2)A cosa ti sei ispirata per scrivere la storia di Mina? È una storia inventata o ha preso idee dalla tua esperienza come insegnante?
  La storia di Mina prende il via da una vicenda vera, capitata quando insegnavo in un liceo che, a causa del terremoto, aveva dovuto lasciare la sede storica per farsi ospitare dai ragazzi del professionale. Diciamo che al tempo le famiglie dei classici non furono propriamente contente della soluzione.



3)Preferisci insegnare in un liceo o in un professionale?
 Insegnare al Professionale è stimolante e stancante insieme. Purtroppo, le materie che adoro (filosofia, psicologia...) si insegnano solo nei licei…

4)Qual è il luogo ideale per scrivere?
Il luogo ideale per scrivere è… il silenzio. Ovunque, purché possa restare indisturbata in compagnia dei miei personaggi.


5)Due pregi e due difetti di Mina?
Mina è volitiva e così intelligente da farsi mettere in discussione dagli eventi inaspettati; purtroppo è anche un po’ rigida e insicura.

6)Come descriveresti il tuo romanzo?
Direi che è una storia vera, sincera, scritta col cuore e che (a detta di chi l’ha letta) arriva al cuore.


7)A quale personaggio della storia ti senti più vicina? E perché?
Il personaggio che mi somiglia di più è Mina, ma quello che preferisco è sicuramente Nelson, perché è un ragazzo profondamente buono, anche se lui non lo ammetterebbe mai :X


8)Quali emozioni o pensieri vorresti che lasciasse questa storia ai lettori?
Vorrei che chi legge, appena chiuso il libro, si sentisse una persona diversa, resa migliore dalla storia di Mina, Nelson e Angelica. E che trovasse il coraggio di affrontare le difficoltà di ogni giorno e di essere sé stessa.
9)Quanto tempo hai impiegato a scrivere Mina? Hai mai pensato di gettare la spugna mentre scrivevi un tuo romanzo?
 Ho impiegato appena un mese a scrivere, e altrettanto per rivedere la storia. Mai gettare la spugna, anche quando si fatica a trovare una casa editrice pronta a scommettere su un libro come Mina. (infatti alla fine una porta si è aperta!)


10)Hai scritto anche "la ragazza in bottiglia" quale dei due romanzi ti senti di consigliare maggiormente ai ragazzi? E perché?
La ragazza in bottiglia e Mina sul davanzale sono due libri molto diversi, scritti in periodi differenti della mia vita; nel primo dovevo elaborare un lutto, nel secondo trasformare rabbia e insoddisfazione in qualcosa di costruttivo. Li amo e consiglio entrambi, anche perché so il bene che stanno facendo in giro per il mondo…

11)Cosa significa per te la scrittura? Ti senti più scrittrice o lettrice? Parlaci un po' di te
Non so rispondere a questa domanda… non esiste scrittura senza lettura e viceversa, credo.



12)Un saluto per i nostri booklovers?
Booklovers di tutto il mondo, unitevi!
(e leggete libri buoni, che alla fine vi lascino migliori di quando li avete iniziati!)
Buon libro a tutti!



Bene, l'intervista si conclude qui e noi Cercheremo di portarvi qualche altra intervista qui sul blog!

Nessun commento:

Posta un commento